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Thread: Donne italiane e patriottismo

  1. #1
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    Default Donne italiane e patriottismo

    Un topic da dedicare alle numerose donne italiane legate al patriottismo e al nazionalismo italiano.

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    Clara Maffei





    [IT]Elena Chiara Maria Antonia Carrara Spinelli (Bergamo, 13 marzo 1814 – Milano, 13 luglio 1886) è stata una patriota e mecenate italiana, meglio nota come Clara, Chiara o Chiarina Maffei, dal nome del marito, il nobile Andrea Maffei.
    Colta, intelligente, raffinata, raccolse nel suo salotto milanese i più significativi rappresentanti dell'arte e della letteratura del tempo, aperti al nuovo clima patriottico. Coinvolta nelle Cinque Giornate di Milano, alla restaurazione dovette stabilirsi per breve tempo a Locarno, ove conobbe Mazzini. Ritornata a Milano, riaprì la sua casa a letterati e artisti e si legò di profonda amicizia soprattutto a C. Tenca. Il suo celebre salotto e i personaggi che vi convennero in un vasto arco di anni sono vivacemente descritti da R. Barbiera nel volume Il salotto della contessa Maffei (1895).

    http://www.treccani.it/enciclopedia/...lara-contessa/

    [EN]Elena Clara Antonia Carrara Spinelli (b. 13 March 1814, Bergamo – d. 13 July 1886, Milan, of meningitis) was an Italian woman of letters and backer of the Risorgimento, usually known by her married name of countess Clara Maffei or Chiarina Maffei.
    At 17 years old she married Andrea Maffei, but they separated by mutual consent on 15 June 1846. She had a long and lasting relationship with Carlo Tenca.
    She is well known for the salon she hosted in via dei Tre Monasteri in Milan, known as the "Salotto Maffei". Starting in 1834 and organised by Tommaso Grossi and Massimo d'Azeglio, it attracted several well-known literati, artists, scholars, composers and pro-Risorgimento figures to meet to discuss art and literature. These included Alessandro Manzoni, Francesco Hayez (who painted a portrait of Clara which he then gave to her husband), Giuseppe Verdi and Giovanni Prati.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Clara_Maffei

    Cristina Trivulzio di Belgiojoso



    [IT]Cristina Trivulzio di Belgiojoso (Milano, 28 giugno 1808 – Milano, 5 luglio 1871) è stata una patriota, giornalista e scrittrice italiana che partecipò attivamente al Risorgimento. Fu editrice di giornali rivoluzionari, e molte sue opere sono incentrate sugli anni della prima guerra d'indipendenza.
    I suoi nomi di battesimo furono: Maria Cristina Beatrice Teresa Barbara Leopolda Clotilde Melchiora Camilla Giulia Margherita Laura Trivulzio.
    Cristina visse nel pieno del Risorgimento italiano, ebbe contatti con tutti i maggiori protagonisti dell’epoca, sovvenzionò insurrezioni. Poi ebbe una figlia e si separò molto presto dal marito Belgiojoso. Organizzò un battaglione a Napoli per contribuire alle Cinque Giornate di Milano, diresse gli ospedali a Roma durante gli scontri del 1849, corrispose con Carlo Alberto e con Napoleone III; tenne salotti a Parigi con ospiti illustri e le furono attribuiti flirts con poeti, storici e musicisti; si avventurò da sola in Oriente dove organizzò una comunità agricola partendo dal nulla. Nel 1855 tornò a Locate, alle porte di Milano, dove iniziò a costruire asili e scuole e dove rivoluzionò il paese, portandolo ad un livello sociale molto al di sopra della situazione tipica di quel periodo.

    http://www.cristinabelgiojoso.it/wp/

    [EN]Cristina Trivulzio di Belgiojoso (Italian pronunciation: [kriˈstiːna triˈvultsjo di beldʒoˈjoːzo]; 28 June 1808, Lombardy, Italy – 5 July 1871, near Milan) was an Italian noblewoman who played a prominent part in Italy's struggle for independence. She is also notable as a writer and journalist.
    In the 1848 Italian revolutions, she organized and financed a troop of soldiers and fought in the Milanese uprising against the Austrians for Italy's independence. After the insurrection failed, she returned to Paris and published articles in the influential magazine Revue des Deux Mondes describing the struggle in Italy.
    In 1849 she returned to Italy to support the Roman Republic formed in the Papal States by Mazzini and others. She became a hospital director during the brief life of the republic until it was suppressed by French troops.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Cristi...zio_Belgiojoso

  2. #2
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    Eugenia Attendolo Bolognini Litta



    [IT]Eugenia Attendolo Bolognini, duchessa Litta Visconti Arese (Milano, 12 febbraio 1837 – Vedano al Lambro, 6 aprile 1914), è stata una nobildonna e benefattrice italiana, perlopiù nota per essere stata l'amante di re Umberto I di Savoia.
    Fu attiva anche nella propaganda anti-austriaca durante il Risorgimento.
    Eugenia nel 1855 sposò il duca Giulio Litta Visconti Arese, nobile che partecipò ai moti rivoluzionari del 1848, divenendo quindi "duchessa Litta Visconti Arese".
    Eugenia, ricordata per la sua particolare bellezza, condivise le posizioni politiche del marito e tenne un raffinato e frequentato salotto culturale a Milano. I duchi Litta ebbero amicizie patriottiche e non nascosero mai le loro posizioni antiaustriache, la duchessa con il marito frequentò il salotto di Carlo d'Adda che raccolse i principali dissidenti come i fratelli Dandolo, i Borromeo, i Trivulzio, i Trotti ed altri. Eugenia fu grande amica di Carmelita Fè, vedova di Luciano Manara, e di Ermellina Dandolo, matrigna del fervente patriota Emilio.
    Gli austriaci la soprannominarono la regina delle oche: in Austria venivano infatti chiamate oche le dame lombardo-venete che agitandosi pretendevano di salvare l'orgoglio e l'italianità.
    Ricordata anche come la musa ispiratrice di Arrigo Boito, assiduo frequentatore del suo circolo culturale e mondano, deve la sua notorietà alla lunga e stabile relazione extraconiugale che intrecciò e portò avanti col re Umberto I, durata fino alla morte del sovrano. In precedenza era stata inoltre anche dama di compagnia della Regina Margherita.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Eugeni...olognini_Litta

    [EN]Eugenia Attendolo Bolognini, duchess Litta (1837-1914), was an Italian duchess, philanthropist and host of a famous literary salon in Milan. She was for a time a lady-in-waiting to the queen of Italy, Margherita of Savoy, and is most known for her love affair with King Umberto I of Italy, which lasted from the time of his marriage in 1868 until his death in 1900.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Eugeni...dolo_Bolognini

    Virginia Oldoini



    [IT]Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoini Verasis Asinari, contessa di Castiglione (Firenze, 22 marzo 1837 – Parigi, 28 novembre 1899), è stata una nobildonna italiana. Figlia del marchese spezzino Filippo Oldoini e dalla marchesa Isabella Lamporecchi, cugina di Camillo Benso, conte di Cavour, fu considerata tra le donne più belle e affascinanti del suo tempo.
    Il padre di Virginia, il marchese Filippo Oldoini, era nato a La Spezia il 25 febbraio 1817, primo deputato della Spezia, nel 1848, al Parlamento del Regno di Sardegna, in seguito ambasciatore d'Italia a Lisbona. Sua madre, la marchesa Isabella Lamporecchi, era nata a Firenze, figlia di Luisa Chiari, ballerina di teatro, e del grande giureconsulto Ranieri Lamporecchi.
    Irrequieta, estremamente consapevole della propria bellezza e intrigata fin da giovanissima da storie galanti, ma anche ambiziosa e intelligente, sposò a 17 anni Francesco Verasis Asinari, conte di Costigliole d'Asti e Castiglione Tinella, dal quale ebbe un figlio, Giorgio Verasis Asinari, erede del titolo.
    Il matrimonio la introdusse alla corte dei Savoia, dove ebbe gran successo con il re Vittorio Emanuele II, ma anche con i fratelli Doria, il banchiere Rothschild e Costantino Nigra, ambasciatore del Regno di Sardegna in Francia.Considerate la sua intraprendenza e le sue doti di fascino, utili per il politico, il cugino Cavour nel 1855 la inviò in missione alla corte francese di Napoleone III per perorare presso l'imperatore l'alleanza franco-piemontese.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Oldoini

    [EN]Virginia Oldoini, Countess of Castiglione (22 March 1837 – 28 November 1899), better known as La Castiglione, was born to an aristocratic family from La Spezia. She was a 19th-century Italian aristocrat who achieved notoriety as a mistress of Emperor Napoleon III of France. She was also a significant figure in the early history of photography.
    Born Virginia Elisabetta Luisa Carlotta Antonietta Teresa Maria Oldoïni, (French: Virginie Élisabeth Louise Charlotte Antoinette Thérèse Marie Oldoïni) on 22 March 1837 in Florence, Tuscany to Marquis Filippo Oldoini and Isabella Lamporecchi, members of the minor Tuscan nobility, she was often known by her nickname of "Nicchia". She married Francesco Verasis, Count of Castiglione, at the age of 17. He was twelve years her senior. They had a son, Giorgio.
    Her cousin, Camillo, Count of Cavour, was a minister to Victor Emmanuel II, king of Sardinia (that included Piedmont and Savoy). When the Count and Countess traveled to Paris in 1855, the Countess was under her cousin's instructions to plead the cause of Italian unity with Napoleon III of France. She achieved notoriety by becoming Napoleon III's mistress, a scandal that led her husband to demand a marital separation. During her relationship with the French emperor in 1856 and 1857, she entered the social circle of European royalty. She met Augusta of Saxe-Weimar, Otto von Bismarck and Adolphe Thiers, among others.
    The Countess returned to Italy in 1857 when her affair with Napoleon III was over. Four years later, the Kingdom of Italy was proclaimed, conceivably in part due to the influence that the Countess had exerted on Napoleon III. That same year, she returned to France and settled in Passy.
    In 1871, just after the defeat of France in the Franco-Prussian War, she was called to a secret meeting with Otto von Bismarck to explain to him how the German occupation of Paris could be fatal to his interests. She may have been persuasive because Paris was spared Prussian occupation.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Virgin...of_Castiglione

  3. #3
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    Bianca Milesi



    [IT]Bianca Milesi Mojon (Milano, 22 maggio 1790 – Parigi, 8 giugno 1849) è stata una patriota, scrittrice e pittrice italiana. Ebbe un ruolo di primo piano nei moti carbonari milanesi del 1821.
    Bianca Milesi nacque il 22 maggio 1790 in una famiglia di ricchi commercianti milanesi di origine bergamasca, figlia di Giovan Battista Milesi ed Elena Viscontini. Ebbe quattro sorelle, Antonietta (1782-1814), Francesca (1784-1857), Agostina (1788-1812), Luigia (1786-1867), e un fratello, Carlo (1795-1829), che si sarebbe unito in matrimonio con la cugina Elena Viscontini, sorella di Metilde. Fu educata dai sei ai dieci anni in un convento fiorentino, quindi nei monasteri milanesi di S. Sofia e S. Spirito e infine con una precettrice. Un viaggio compiuto assieme alla madre in Toscana e in Svizzera le diede la possibilità di ampliare i propri orizzonti e studiare la filosofia illuminista.
    La Milesi, come Metilde Viscontini, prese parte attiva alle cospirazioni aderendo al movimento femminile delle Giardiniere. Le coordinate precise di questa setta non sono mai state determinate, ma sono più che fondati i motivi «per credere che alcune signore di Milano fossero grandemente operose per quella cospirazione che si ordì nel 1821». Il cenacolo femminile, unito ai patrioti che ruotavano attorno al Conciliatore del Confalonieri, all'azione di Ludovico di Breme e al salotto del conte Luigi Porro Lambertenghi, ebbe una parte fondamentale nell'attività sovversiva del periodo.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Bianca_Milesi

    [EN]Bianca Milesi Mojon (May 22, 1790 – June 8, 1849) was an Italian patriot, writer and painter.
    Bianca Milesi was born into a family of wealthy merchants in Milan, daughter of Giovan Battista Milesi and Elena Viscontini. She had four sisters, Antoinette, Francesca, Agostina, Louise, and a brother, Charles, who would join in marriage with his cousin Elena Viscontini, sister of Matilda. She was brought up from six to ten years in a convent in Florence, in Milan in the monasteries of St. Sophia and the Holy Spirit, and finally with a governess. A journey made together with her mother in Tuscany and Switzerland gave her the opportunity to broaden her horizons and study the philosophy of the Enlightenment.
    Even after returning to Milan, she continued to travel, periodically visiting Florence and Rome. In Florence he met the Countess of Albany Princess Louise of Stolberg-Gedern, who had been the mistress of Vittorio Alfieri. In Rome she came into relationship with Antonio Canova and the German painter Sophie Reinhard.
    She had a leading role in the Carbonari uprisings in Milan in 1821. She later went on to become a drawer and painter, and taught at schools, particularly training girls to become interested in the arts. She died in Paris on June 8, 1849.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Bianca_Milesi

    Giuditta Tavani Arquati



    [IT]Giuditta Tavani Arquati (Roma, 30 aprile 1830 – Roma, 25 ottobre 1867) è stata una patriota italiana.
    Figlia di Adelaide Mambor e Giustino Tavani, un difensore della prima Repubblica Romana trasferitosi in esilio a Venezia dopo aver scontato una lunga pena nelle carceri pontificie, Giuditta crebbe in un ambiente che le fece acquisire saldi principi laici e repubblicani. Giuditta Tavani Arquati nacque il 30 aprile 1830 sull'isola Tiberina e fu battezzata lo stesso giorno presso la chiesa di San Bartolomeo all'Isola. Si sposò a quattordici anni, il 22 luglio 1844, nella parrocchia romana di San Crisogono, con Francesco Arquati, conosciuto nel magazzino di stoffe di suo padre.
    I due sposi combattono insieme per la difesa della Repubblica Romana, che cade in mani francesi nel 1849. Seguono allora i fuorusciti verso l'Adriatico, con Garibaldi, e si rifugiano a Venezia. Successivamente, ancora ricercati passano nelle Romagne, dove continuano a cospirare, trasferendosi poi a Subiaco poi nel 1865 rientrano in Roma nascostamente per organizzare la liberazione. Qui frequentano la casa ed il lanificio di Giulio Ajani (1835-1890), altro patriota, alla Lungaretta in Trastevere. La mattina del 25 ottobre 1867, giorno in cui Garibaldi prendeva Monterotondo nel corso della terza spedizione per liberare Roma, una quarantina di patrioti, di cui 25 romani, si riunirono in via della Lungaretta 97, nel rione romano di Trastevere, nella sede del lanificio di Giulio Ajani, per decidere sul da farsi. Il gruppo preparò una sommossa per far insorgere Roma contro il governo di Pio IX. Deteneva delle cartucce e un arsenale di fucili, si auspicava un intervento diretto di Giuseppe Garibaldi a Roma. Lo Scontro di Villa Glori del 23 ottobre 1867, poteva far pensare che fosse l'inizio di una rivolta.
    Alla riunione partecipò anche la Arquati, con il marito e uno dei tre figli della coppia, Antonio. Verso le 12 e mezzo, una pattuglia di zuavi giunta da via del Moro attaccò la sede del lanificio. I congiurati cercarono di resistere al fuoco. In poco tempo, però, le truppe pontificie ebbero la meglio e riuscirono a farsi strada all'interno dell'edificio. Alcuni congiurati riuscirono a fuggire, mentre altri furono catturati. Sotto il fuoco rimasero uccise 9 persone, tra cui Giuditta Tavani Arquati, incinta del quarto figlio, il marito e il loro giovane figlio.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_Tavani_Arquati

    [EN]Giuditta Tavani Arquati (Rome, 30 April 1830 – Rome, 25 October 1867) was an Italian republican patriot, a notable figure in the Italian Risorgimento and a martyr for the cause of a United Italy.
    Daughter of a defender of the Roman Republic of 1849, exiled to Venice after a long sentence in the papal prisons, Giuditta Tavani grew up in an environment that instilled secular and republican ideals within her.
    Giuditta was born in 1830 to Giustino Tavani and Adelaide Mambor, and in 1844 married Francesco Arquati (Filettino, 27 September 1810 – Rome, 25 October 1867), also a patriot she lent on him, and followed his political path.
    When she met her husband Francesco, Giuditta was only fourteen. She married him in 1844 in the Roman parish church of St. Crisogono (in Trastevere) and gave him nine children. With him, she moved first to Subiaco and then in 1865 to Rome.
    In the late morning of 25 October 1867 around forty patriots, of whom twenty-five were Romans were meeting in via della Lungaretta 97, in the Roman neighborhood of Trastevere, within Giulio Ajani's wool factory.
    The group, who were conspiring against the government of Pope Pius IX, anticipated that a direct attack by Giuseppe Garibaldi on Rome would follow shortly after. The battle at Villa Glori on 23 October 1867 caused everyone to expect an attack and a popular uprising.
    Giuditta Arquati, her husband, one of their three sons, Antonio, and their comrades had gathered to prepare cartridges, restock the rifles of their arsenal, and be ready to support Garibaldi, in what they thought would be an imminent attack on Rome.
    At around half past twelve, a platoon of Papal Zouaves from via del Moro, the perpendicular street in Trastevere attacked the wool-mill building. The conspirators tried to resist the fire. Within a short time, however, the papal troops had the better of the situation, and managed to take the building. A few conspirators managed to escape whilst others were captured. In the fire, nine people were killed, amongst whom, Giuditta Arquati, pregnant with her fourth child, her husband and their young son.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Giuditta_Tavani_Arquati

  4. #4
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    Giuseppa Bolognara Calcagno



    [IT]Giuseppa Bolognara Calcagno, meglio nota come Peppa la cannoniera, (Barcellona Pozzo di Gotto, 1826 – 1884), è stata una patriota italiana.
    Nacque in Sicilia nel paese messinese di Barcellona Pozzo di Gotto, nell'anno 1826, anche se secondo altri ella nacque nell'anno 1846
    Il suo cognome "Bolognara" o "Calcagno", usati spesso entrambi, le deriva dalla nutrice alla quale venne affidata perché abbandonata dai genitori naturali. Dopo un'infanzia difficile passata in un orfanotrofio di Catania, crescendo si narra che divenne la serva di un qualche oste catanese. Non la si cita per virtuosità, elemento di giudizio principale per le donne dell'epoca, dato che Giuseppa aveva una relazione con un uomo molto più giovane di lei e per questo deprecata agli occhi della società ottocentesca. Questo giovane, stalliere di professione, si chiamava Vanni e pare che fu per il legame che aveva con lui che Peppa si ritrovò coinvolta nei moti rivoluzionari per l'Unità d'Italia avvenuti nel 1860. Il 31 maggio di quell'anno avvenne un'insurrezione antiborbonica nella città etnea e gli insorti, guidati dal colonnello Giuseppe Poulet resistettero all'attacco delle truppe napoletane.
    In questa occasione Peppa, nel pieno degli scontri tra le vie catanesi, prese delle sue iniziative e chiudendo la porta del palazzo Tornabene riuscì a cogliere di sorpresa il nemico e s'impadronì di un cannone incustodito tirandolo a sé con l'aiuto di una fune e di altri patrioti vicini a lei, dopo di che sparse della polvere da sparo sulla bocca del cannone e le diede fuoco, simulando un colpo di cannone.
    Attese che la cavalleria dei soldati borbonici si avvicinasse, questi sicuri che il cannone di Peppa fosse scarico, si lanciarono alla carica per riguadagnare il terreno perso ma la donna, rimasta coraggiosamente immobile nella sua posizione, li attendeva pronta a sparare con quel medesimo cannone del quale si era impadronita. Fu così che Giuseppa Bolognara riuscì a colpire l'esercito borbonico e a mettersi in salvo. Il suo giovane compagno, Vanni, non riuscì invece a sopravvivere in quella battaglia.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giusep...gnara_Calcagno

    [EN]Giuseppa Bolognara Calcagno (Italian pronunciation: [dʒuˈsɛppa boloɳˈɳara kalˈkaɳɳo]), better known as Peppa la cannoniera (Josie the Cannoneer), in Sicilian: Peppa a cannunera), (Barcellona Pozzo di Gotto, 1826–1884), was an Italian patriot.
    She was born in Barcellona Pozzo di Gotto, near Messina, Sicily, in 1826, although according to some she was born in 1846.
    She began life as a foundling. Her surname "Bolognara" or "Calcagno" (often both are used) came from the nurse she was entrusted to, having been abandoned by her biological parents. It is said that after a difficult childhood growing up at an orphanage in Catania, she became the servant of a Catanian innkeeper; she may also have worked in the stables. Bolognara Calcagno is not mentioned for her "virtuousness," the main trait by which women were judged in that era, given that she had a relationship with a man much younger than her, and for this she was degraded in the eyes of 19th-century society. This young man, a stable boy by trade, was named Vanni. It appears that through her relationship with Vanni, Bolognara Calcagno wound up involved in the revolutionary movements for Italian unification that took place in 1860.
    On May 31 of that year there was an anti-Bourbon insurrection in Catania where the rebels, led by Col. Giuseppe Poulet, resisted the attack by Neapolitan troops. On that occasion Bolognara Calcagno, amid the clashes in the streets of Catania, took the initiative and succeeded in taking the enemy by surprise. She seized an unguarded cannon, pulling it along herself with the aid of a rope and some other patriots nearby. Taking a position in the Piazza Duomo, she placed some gunpowder at the cannon's mouth. When two squadrons of Bourbon cavalry appeared in the piazza she applied fire to it, simulating a cannon blast.
    Hearing the blast and feeling confident that Peppa's cannon was no longer loaded, they charged at her to regain their lost ground, but the woman, remaining courageously steadfast at her post, waited for them, ready to open fire with the cannon she had commandeered. She waited until they were a few meters away before firing the real shot at them, inflicting considerable damage. It was thus that Giuseppa Bolognara succeeded in scoring a direct hit on the Bourbon army and then made it to safety. However, her young companion Vanni did not survive the battle.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Giusep...gnara_Calcagno

    Adelaide Ristori



    [IT]Adelaide Ristori (Cividale del Friuli, 29 gennaio 1822 – Roma, 9 ottobre 1906) è stata un'attrice teatrale italiana.
    Acclamatissima dal pubblico e lodata dai suoi contemporanei per il suo patriottismo risorgimentale, è stata l'attrice italiana più famosa e influente dell'Ottocento.
    La Ristori compì spesso azioni di propaganda, ad esempio nei teatri in cui si esibiva, in terra italiana ma ancora sotto il dominio asburgico o borbonico. Regolarmente, i suoi spettacoli venivano interrotti dalla polizia, poiché la Ristori, già nota per i suoi sentimenti patriottici, dal palcoscenico lanciava slogan a favore dell'Italia e di Vittorio Emanuele II.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Adelaide_Ristori

    [EN]Adelaide Ristori (29 January 1822 – 9 October 1906) was a distinguished Italian tragedienne, who was often referred to as the Marquise.
    She was born in Cividale del Friuli, the daughter of strolling players and appeared as a child on the stage. At fourteen she made her first success as Francesca da Rimini in Silvio Pellico's tragedy. At eighteen she was playing Mary Stuart in an Italian version of Friedrich Schiller's play of the same name. She had been a member of the Sardinian company and also of the Ducal company at Parma for some years before her marriage to the marchese Giuliano Capranica del Grillo in 1846. After a short retirement from her career, she returned to the stage and played regularly in Turin and the provinces.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Adelaide_Ristori

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    Enrichetta Caracciolo



    [IT]Enrichetta Caracciolo di Forino (Napoli, 17 febbraio 1821 – Napoli, 17 marzo 1901) è stata una patriota e scrittrice italiana.
    Enrichetta è un'interessante figura femminile del Risorgimento italiano: costretta dalla madre alla monacazione, si liberò dai voti e divenne un'attiva garibaldina. La maggior parte delle notizie che si posseggono sulla sua vita provengono dall'opera autobiografica Misteri del chiostro napoletano, apparsa a Firenze nel 1864.
    Quando Garibaldi sbarcò in Sicilia coi Mille, il 7 settembre 1860, Enrichetta tornò clandestinamente a Napoli, e riuscì a stringere la mano all'eroe dei due mondi, mentre assisteva in Duomo alla messa di ringraziamento per la fuga di Franceschiello. Pochi mesi dopo avere abbandonato i voti sposò col rito evangelico il patriota napoletano di origine tedesca Giovanni Greuther.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Enrichetta_Caracciolo

    [EN]Enrichetta Caracciolo (February 17, 1821 – March 17, 1901) was an Italian writer. She is best known for her 1864 autobiographical work Misteri del chiostro napoletano (Secrets of a Neapolitan cloister).
    The daughter of Gennaro Caracciolo, prince of Forino, and Teresa Cutelli, she was born in Naples. When she was still young, the family moved frequently due to the nature of her father's job in government service. After his death, financial difficulties forced her mother to send Caracciolo to a Benedictine convent in 1840. She was not able to regain her freedom until 1860.
    Caracciolo was made inspector for Naples' seminaries for girls by Giuseppe Garibaldi. She married Giovanni Greuther, who died in 1885. The first edition of Misteri del chiostro napoletano was reprinted six times; it also appeared in English and French translations. She also published two plays Un delitto impunito: fatto storico del 1838 (1866) and Un episodio dei misteri del Chiostro Napolitano (1883).
    Caracciolo worked as a journalist and lobbied for women's rights until her death in Naples at the age of 80.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Enrichetta_Caracciolo

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    Giuditta Bellerio Sidoli



    [IT]Giuditta Bellerio Sidoli (Milano, 16 gennaio 1804 – Torino, 28 marzo 1871) è stata una patriota italiana. Figura femminile particolarmente emancipata per la sua epoca, fu tra i fondatori del giornale La Giovine Italia.
    Figlia del barone Andrea Bellerio, magistrato nel Regno d'Italia, a soli sedici anni sposò Giovanni Sidoli, ricco possidente terriero di Montecchio Emilia iscritto alla carboneria modenese con lo pseudonimo di "Decade".
    Per sfuggire agli arresti ordinati da Francesco IV d'Asburgo-Este, che avrebbero portato al processo di Rubiera, Giovanni Sidoli riparò in Svizzera nel 1821 e la moglie lo seguì non appena nata la figlia secondogenita, Corinna, affidando la primogenita Maria alla famiglia paterna.
    La famiglia dovette restare in Svizzera, in seguito alla sentenza di morte pronunciata contro Sidoli, che morirà per una grave malattia ai polmoni nel 1828. Durante l'esilio, i coniugi misero al mondo altri due figli: Elvira e Achille. Alla morte del padre, i quattro figli furono tolti a Giuditta dal suocero che, fedele a Francesco IV, rifiutò di far allevare la sua discendenza da una ribelle all'autorità legittima. Nonostante i periodici tentativi, la madre non riuscì a rivederli per otto anni.
    Giuditta rientrò in Italia su invito di Ciro Menotti, per partecipare ai moti di Reggio Emilia del 1831; fu lei a consegnare alla neocostituita Guardia Civica la bandiera tricolore poi esposta sul palazzo del municipio e oggi conservata nel cittadino Museo del Tricolore.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_Bellerio_Sidoli

    [EN]Giuditta Bellerio Sidoli (1804 - 28 March 1871) was an Italian patriot and revolutionary protagonist in multiple efforts for Italian unification. She was also the lover of Giuseppe Mazzini for a period and operated a salon in Turin for Italian expatriates.
    Giuditta Bellerio was born in 1804 in Milan, the daughter of a magistrate of the Napoleonic Kingdom of Italy. She married Giovanni Sidoli, a member of the Carbonari, at the age of sixteen. Following a revolution in 1820-1821, Giovanni Sidoli was forced to flee to Switzerland, and was later joined by Giuditta after she gave birth to a daughter. Giovanni died in 1828 of a lung ailment. Afterwards, she left for Giovanni's hometown Reggio Emilia to live with her in-laws and four children. During another wave of revolutionary activity in 1830-1831 she joined Ciro Menotti in revolutionary plots against the Duchy of Modena. She fled to Switzerland again as the Austrians put down the revolution.
    In 1832, Giuditta settled with her brother in Marseille, running her apartment as a haven for Italian revolutionary exiles. There she met Giuseppe Mazzini and became his lover. Mazzini once told her "Smile at me always! It is the only smile that comes to me from life." Giuditta Sidoli would run the finances for Mazzini's new Young Italy society. Giuditta gave birth to a son named Joseph Aristide while in Marseilles, almost certainly fathered by Mazzini. Sidoli would continue to follow Mazzini and nurse him in his bad health as he moved to Geneva.

    https://en.wikipedia.org/wiki/Giuditta_Bellerio_Sidoli

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